Nel precedente articolo, abbiamo visto che cos’è e a cosa serve la vitamina D, oggi parliamo di quali sono i vantaggi dell’avere buoni livelli di vitamina D e delle funzioni di questa vitamina.
I vantaggi dell’avere buoni livelli di vitamina D
Salute ossea:
la vitamina D è responsabile dell’assorbimento del calcio a livello intestinale e della sua deposizione a livello delle ossa allo scopo di prevenire il rachitismo carenziale. Inoltre, la vitamina D gioca un ruolo importante nello sviluppo della massa ossea e nel raggiungimento del picco di massa ossea (tra i 18-20 anni nelle femmine e tra i 20-23 anni nei maschi), fondamentale per la prevenzione dell’osteoporosi in età adulta.
Dosi maggiori di vitamina D possono anche aiutare a prevenire oltre all’osteoporosi, le cadute e le fratture ossee negli anziani, che insieme ai bambini presentano il maggior rischio di incorrere nella carenza di questa vitamina;
Gravidanza:
la vitamina D è indispensabile durante la gravidanza per un corretto sviluppo dell’embrione e del feto. Inoltre, la supplementazione di vitamina D durante la gravidanza e l’infanzia sembra utile nel ridurre il rischio di allergie alimentari, asma, dermatite e anafilassi;
Forza:
la supplementazione di vitamina D può aumentare la forza fisica in entrambi gli arti superiori ed inferiori;
Cancro:
le evidenze attuali suggeriscono che la vitamina D è inversamente associata allo sviluppo di diversi tipi di tumore come quello alla prostata, del polmone e della mammella e sembrerebbe eserciti anche proprietà anti-cancro. Ci sono diversi meccanismi che possono essere responsabili di questi risultati, tra cui la capacità della vitamina D di prevenire la proliferazione cellulare, favorire la morte programmata delle cellule (apoptosi) e diminuire l’infiammazione nelle cellule tumorali.
Uno studio ha mostrato che 1.100 IU al giorno di vitamina D, associata al calcio, ridurrebbero il rischio di sviluppare il cancro del 60%. Il recettore della vitamina D (VDR) è, infatti, un fattore di trascrizione che si trova nel nucleo delle nostre cellule e che ha la capacità, una volta attivato, di legarsi al DNA e di accendere (o spegnere) i geni vicini;
Malattie autoimmuni:
è stato documentato che la vitamina D svolge un effetto protettivo nei confronti delle malattie autoimmuni come la sclerosi multipla;
Depressione:
la supplementazione di vitamina D sembrerebbe in grado di ridurre i sintomi nelle persone con depressione clinica;
Diabete:
uno studio effettuato su 10.921 neonati ha dimostrato che l’integrazione di 2000 IU di vitamina D al giorno ridurrebbe il rischio di diabete di tipo 1 del 78%. Inoltre molti dati collegano la supplementazione di vitamina D a una riduzione del rischio di diabete di tipo II negli adulti;
Malattie cardiovascolari:
le persone con bassi livelli di vitamina D sia totale che biodisponibile avrebbero un rischio più elevato di sviluppare ictus, insufficienza cardiaca e infarto rispetto alle persone con alti livelli di vitamina D. Secondo uno studio americano, il 96% dei pazienti che hanno subito un attacco di cuore presentavano bassi livelli di vitamina D;
Mortalità:
alcuni studi hanno dimostrato che la supplementazione di vitamina D ridurrebbe il rischio di mortalità, indicando che potrebbe aiutare a vivere più a lungo.
Fonti:
Avete altre domande sulle funzioni della vitamina D? Lasciatemi un commento sarò felice di rispondervi 🙂

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