La vitamina D è una sostanza essenziale per garantire l’assorbimento del calcio, del fosforo, la mineralizzazione delle ossa e l’integrità scheletrica tanto nei giovani quanto negli anziani prevenendo lo sviluppo di rachitismo, l’osteoporosi (che in Italia colpisce circa 5.000.000 persone, in prevalenza donne in menopausa) e le fratture ossee.
Nonostante l’importanza di questa vitamina, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità non sono rassicuranti stimando che, nel nostro pianeta, un miliardo di individui abbiano un deficit di vitamina D e che metà della popolazione anziana ne sia carente.
Cos’è la vitamina D
È definita sostanza essenziale in quanto l’organismo umano non è in grado di produrla, è una delle vitamine liposolubili insieme alla A, E e K, il che significa che si scioglie nei grassi e può essere immagazzinata nel corpo, a livello epatico, per diverso tempo.
Disponiamo di 2 meccanismi per aumentarne l’apporto: l’esposizione della cute ai raggi solari (UVB) e l’alimentazione che, a parte i prodotti fortificati e pochissimi altri alimenti, rappresenta la fonte più scarsa di questa vitamina.
A livello alimentare esistono due principali forme di questa vitamina:
- La vitamina D3 o colecalciferolo: rappresenta la forma animale e si trova nei pesci grassi e nel tuorlo d’uovo.
- La vitamina D2 e ergocalciferolo: rappresenta la forma vegetale e si trova in alcuni funghi.
Tra le due, la vitamina D3 (colecalciferolo) è quasi due volte più efficace della D2 ad aumentare i livelli ematici di vitamina D.

Purtroppo, come dicevamo, solo una manciata di alimenti contengono quantità significative di questa vitamina e una sua carenza è estremamente comune. Tra gli alimenti soltanto alcuni tipi di pesce come quelli particolarmente grassi (salmone, sardine..), sono in grado di fornire discrete quantità di vitamina D, la cui presenza in altri prodotti, tra cui latte, latticini, uova e fegato è minima.
L’unica fonte alimentare veramente buona è rappresentata dall’olio di fegato di pesce, come l’olio di fegato di merluzzo che, in un solo cucchiaio (840 IU), racchiude più della dose giornaliera raccomandata di vitamina D (600 IU).
Se a livello alimentare poche sono le fonti rilevanti, va ricordato che gran parte di essa si forma nella pelle, a partire da un composto precursore che viene attivato dai raggi solari. Per questo motivo è importante che sia i bambini che gli adulti trascorrano del tempo all’aria aperta: almeno mezz’ora al giorno!
È infatti l’esposizione solare che determina la produzione di pre-vitamina D a livello cutaneo che necessita, però, di due fasi di conversione per diventare attiva:
- inizialmente viene attivata a livello epatico in 25 idrossi-colecalciferolo (calcidiolo)
- successivamente, a livello renale, convertita in 1,25 diidrossi-colecalciferolo (calcitriolo) che, nei nuclei della cellule, si lega allo specifico recettore della vitamina D (VDR)
Il calcitriolo rappresenta quindi il principio attivo della vitamina D!
Livelli di assunzione raccomandata di vitamina D (mcg) – (LARN Revisione 2014)
Condizioni particolari della vita necessitano di raccomandazioni specifiche:
in gravidanza e allattamento è consigliabile la supplementazione di 10 μg/die di vitamina D (Fonte: National Institute for Health and Care Excellence -NICE), mentre fin dalla nascita, indipendentemente dal tipo di allattamento, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda la supplementazione di vitamina D; questo perchè sia il latte materno sia quello formulato non ne garantiscono il fabbisogno giornaliero. La profilassi deve essere giornaliera e deve proseguire almeno per tutto il primo anno di vita.
Va ricordato che l’assunzione per lunghi periodi a dosi eccessive può provocare effetti gravi per la salute, ad esempio ipercalcemia (alti livelli di calcio) e calcolosi renale, nonché aumentare il rischio di fratture nei mesi successivi alla somministrazione di boli di vitamina D e l’aumento del rischio di sviluppare alcune forme tumorali.
Addirittura un sovradosaggio durante i primi 6 mesi di gravidanza può avere effetti tossici nel feto, quindi per tutti questi motivi è fondamentale evitare il fai-da-te e affidarsi ad un professionista per valutare l’effettivo bisogno.
Avete trovato interessante questo articolo? Nel prossimo vedremo quali sono le funzioni della vitamina D!

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